Dal diario di qualcuno che cerca di diventare se stesso

15.03.2018

Ognuno di noi è diverso, ognuno di noi è unico. Spetta solo a noi decidere di vivere in armonia con il nostro essere... oppure no, con la consapevolezza della scelta che ci rende, anche in questo secondo caso, sinceri con noi stessi.

Vi è mai capitato di sentirvi "fuori posto"? Di avere quella sensazione di... come definirla a parole... di sentirsi nel posto sbagliato al momento sbagliato, di sentirsi circondati da persone alle quali non sapete che cosa dire, di trovarvi in una situazione nella quale... "oh no questo proprio no", e dovete trovare immediatamente un modo per tenere testa al momento perché purtroppo non avete a disposizione la macchina del tempo o il teletrasporto per smaterializzarvi da quella situazione che... proprio non fa per voi.

Ed è così che magicamente, e scomodamente aggiungerei, sul vostro viso spunta un sorriso smagliante a mille denti, ed è così che iniziate a chiedere a chi vi sta intorno mille cose giusto per non cadere nella difficoltà di dover rispondere voi stessi a scomodi e molto poco disinteressati quesiti sulla vostra vita privata. Perché fino a quando l'attenzione è proiettata verso l'esterno la maschera del sorriso "tiene", nel momento in cui siamo noi a dover rispondere... beh in questo caso iniziano le difficoltà, inizia la lotta interna del "vorrei rispondere sinceramente ma non lo posso fare, non lo devo fare, non si fa..." e questo "non si fa", ogni volta che viene pensato e ripetuto, crea un accumulo pesante dentro di noi, crea uno schema che limita la nostra libertà di espressione a beneficio della famosa maschera con il sorriso smagliante. E ogni volta che ripetiamo questo schema la maschera si rinforza, ancora e ancora e ancora, ogni volta sarà più semplice indossarla e ogni volta il dialogo interiore del "vorrei ma non posso" perderà la sua intensità, così come noi perderemo la capacità di ascoltarlo.

Ed è proprio qui che inizia il "guaio", perché ci abituiamo a non condividere più le nostre sensazioni, le nostre idee, perché impariamo ad apprezzare "ciò che è socialmente giusto" apprezzare ed impareremo a rispondere seguendo specifici schemi di pensiero e azione che perfettamente rispecchiano l'omologazione globale dei giorni nostri.

La cosa positiva in tutto questo apparente silenzio interiore è che in realtà la vocina del "vorrei ma non posso" si fa meno presente ma non scompare mai del tutto, parlerà a voce più bassa per non disturbare ma non smetterà mai. Ed è proprio questa la nostra fortuna, perché arriverà un giorno in cui tutti questi schemi inizieranno a starci stretti, il giorno in cui "non terranno più", il giorno in cui non riusciremo più ad indossare l'ormai comodissima maschera del sorriso. Inizieremo a domandarci come mai questa maschera non ne vuole proprio più sapere di restare al suo posto, come mai non riusciamo più a sorridere, a gioire di ciò che fino a qualche giorno prima era la nostra fonte di benessere (e sì, perché ormai la maschera era così comoda che si identificava perfettamente con noi).

Questo è il momento in cui la nostra vocina interiore inizierà a bussare alla porta del cuore per chiedere gentilmente e rispettosamente la nostra attenzione, per provare a mostrarci ciò che di esterno risuona con il nostro interno e ciò che invece con noi "stona".

Ognuno di noi è diverso, ognuno di noi è unico, e spetta solo a noi la scelta di vivere in armonia con il nostro essere... oppure no. Si può iniziare dalle piccole cose, come il "ma questa sera ho voglia di partecipare a quella cena o mi sento solo in dovere di andare?" e se la vera risposta è la seconda potrò provare ad assecondarla e magari scoprire che una sera in compagnia di un buon libro è più arricchente di una serata al ristorante in compagnia del mio miglior finto sorriso smagliante. E così via, questa pratica dell'ascolto interiore può essere applicata a tutte le piccole o grandi situazioni di ogni giorno. Si avete letto bene, lo possiamo applicare anche alle grandi situazioni, possiamo ad esempio chiederci se il lavoro che svolgiamo ci rende felici e ci rispecchia, se il nostro fidanzato è quello giusto oppure se rispecchia perfettamente i canoni suggeriti dalla società.

Ognuno di noi avrà le sue risposte, uniche e perfette così come sono, starà poi a noi scegliere di ascoltarle e quindi camminare nella direzione del cambiamento, del realizzare una vita che ci rispecchia, oppure se ascoltarle ma... continuare così come abbiamo fatto fino ad oggi. E anche questo va bene, perché, a differenza di prima in cui tutto avveniva in modo automatico, ora siamo noi a scegliere di continuare a percorrere quel sentiero, è la consapevolezza della scelta che ci rende, anche in questo caso, sinceri con noi stessi.

Elisa Mina - Operatrice olistica