Fate bei sogni ...

03.04.2020

Cos'è che va a braccetto con la pazienza?
L'attesa. 

Questo è il tempo dell'attesa. Non ne siamo più abituati.
Devo ammettere che è un'attesa strana, un'attesa che tiene le nostre vite in sospeso. Un'attesa che sotto alcuni punti di vista fa paura, perché è inerte. Questa volta non dipende da noi, non possiamo fare nulla che possa cambiare la situazione se non aspettare. Fa paura, sì fa paura perché la situazione è più grande di noi, e anche se non vogliamo ammetterlo ci stiamo chiedendo se quando finirà ci saremo ancora.
Tutti noi abbiamo paura ma ognuno la vive in maniera diversa. C'è chi sfida le autorità e cerca di uscire facendosi beffa della paura stessa, chi segue le regole per paura di poter contagiare chi ama e poi c'è chi non ha scelta perché fa uno di quei lavori che lo costringe a vivere ogni giorno guardando in faccia la paura. Loro ogni giorno affrontano una quarantena forzata a casa e la sofferenza sul lavoro. 

E intanto una parte di noi si chiede se quella cena, o quel caffè o quella serata con i nostri affetti sarebbe stata diversa se avessimo saputo che di lì a pochi giorni non li avremmo più potuti vedere. Ci chiediamo se avremmo potuto dire qualcosa di diverso per far loro capire quanto fossero importanti per noi ma, soprattutto, in cuor nostro preghiamo di poterli riabbracciare. 

Intanto l'unica cosa che possiamo fare è aspettare.
I bambini sono bravi ad aspettare. È una loro virtù.
Iniziano fin da piccoli aspettando i genitori che li vadano a prendere al ritorno dal lavoro, poi arriva il turno di Babbo Natale con quel dono che desiderano con tutto il cuore, poi aspettano il sabato pomeriggio per invitare qualche compagno a casa a giocare e la domenica il pranzo a casa della nonna.
Man mano che crescono però iniziano a perdere questa attitudine. Tutto inizia quando piano piano perdono la capacità di sognare. Perdono il desiderio verso quell'ignoto. La fiducia che, anche se le cose non andranno proprio come le hanno sognate, qualcosa di buono accadrà comunque.
Ma soprattutto smettono di emozionarsi per le piccole cose. 

Quindi in questo tempo di attesa vi auguro di ricominciare a gioire per un sorriso, per un gesto inaspettato.
Ma soprattutto SOGNATE, sognate in grande e siatene felici. E come, mi ha detto una persona a me molto cara, vivete i vostri sogni e lasciateli aperti, aperti per l'ignoto, aperti per i vostri affetti, perché potrebbero piacevolmente stupirvi. Potrebbero renderli più belli di quello che la vostra fantasia possa immaginare. 

FATE BEI SOGNI E CHE I VOSTRI SOGNI ENTRINO A FAR PARTE DELLA VOSTRA VITA

Monica Cagnasso - Osteo-Terapia SHR® e Ku-Nye
T: 339 175 4143