Il mistero di essere madre

12.05.2020

 "...è dunque lei, l'unica che non lo scelse pronto, compiuto..."

Wislawa Szymborska

Si presta, si modifica, osserva. Attenta alla minima emozione, sta lì. Quando partorisce non comprende se quell'essere che ha tra le braccia è davvero lo stesso che, fino ad un minuto prima, aveva dentro.

Dentro. Ecco dove è un figlio.

Guarda somiglianze e differenze con un microscopio che le arriva in dotazione non si sa da quale ente. Se lo trova lì, tra pannolini, tutine, latte, bavagli.

Non è che lo giustifichi in tutto.

È vero: ci colpiscono quelle madri che "quanto è bravo il mio ragazzino" dopo che ne ha combinate di indicibili. Riescono ad esprimere solo in questo modo quell'arzigogolo di sentimenti che deriva dall'aver portato un essere alla Vita, dal volerlo tutelare ad ogni costo, dal volergli risparmiare qualsivoglia sofferenza, dall'essere pronta a gettarsi nel fuoco per lui.

Ma, credete, quando esagera, anche lei vorrebbe rispedirlo al mittente.

Solo che una forza misteriosa glielo vieta. Una mano gigante e piena di saggezza la trattiene. Lei non lo può allontanare, lei non può non esserci.

È "l'inizio" che ha sancito l'andamento del legame. Dentro.

E dentro è profondo, indistruttibile, invisibile, eterno.

E così prosegue anche quando, alto due metri, è il figlio a sollevare la spesa ed a prendere quella pentola che, in cucina, si è riposto in uno stipetto irraggiungibile.

Dentro la pancia, dentro al cuore. Prima in una stanza singola e poi in una alloggio a quattro vani. Dove, ad ogni battito, si perpetua l'esistenza, si aprono le finestre dell'anima, si rischia il tutto per tutto, si firma il patto con la Vita.

Dott.ssa Angela Astolfi - Iridologa, Maestra Reiki
T: 346 389 5614