La Pazienza....La Cura.

20.03.2020

LA PAZIENZA...LA CURA

Non sono mai stata una donna paziente. Figlia dei nostri tempi ho sempre considerato la pazienza come un' inattività, un essere inerte davanti agli eventi, una resa incondizionata davanti alla vita. A mio discapito, che però non serve come scusante, il periodo storico: siamo i figli del progresso, siamo cresciuti insieme alla tecnologia, alla fretta, al subito.

Ma l'ultimo anno mi ha messa a dura prova, era un continuo "porta pazienza", e la mia parte ribelle che continuava a ripetersi "ma perché? pazienza per cosa? è da fare e si fa subito"; ficcandomi anche nei guai, rendendomi una mina vagante che nella smania di fare a volte faceva dei gran pasticci e si infliggeva una NON PAZIENZA che si riversava su tutto il corpo.
I fastidi erano innumerevoli, dal mal di stomaco, ai problemi al fegato; dai dolori articolari agli spasmi muscolari; dai dolori cervicali alle emicranie fino a rimanere senza il ciclo per mesi. Insomma, la mia NON PAZIENZA gravava sul mio sistema nervoso in maniera seria, ma non mi davo il tempo di ascoltare, non potevo fermarmi perché nella mia testa questo mi avrebbe allontanata dal mio obiettivo; c'era tutto da fare.

Poi è arrivato il COVID-19, o come lo chiamiamo noi comuni mortali CORONAVIRUS, e l'8 di marzo Conte sanciva nel suo decreto, oltre ad altri innumerevoli misure preventive, l'obbligo di stare ad almeno un metro di distanza. Quindi il dilemma, come posso fare una seduta Osteopatica oppure un Ku-Nye stando ad un metro di distanza? Con mio rammarico il lunedì ho contattato i miei clienti ed ho disdetto tutte le sedute. E qui si è aperto il baratro, quella svalutazione del non produrre, del non rendermi utile, ma soprattutto il tempo, il silenzio: questa volta non potevo sfuggire al mio corpo.
E piano piano ho iniziato a sentire tutti quei dolori fisici che prima non mi ero concessa di sentire. Era un dolore così profondo ed invalidante che non poteva più essere ignorato. Ogni movimento mi era difficile, così tanto da costringermi a letto. E me lo sono concesso senza senso di colpa: avevo tempo. C'è il Coronavirus.

Ho dormito, ho dormito così tanto che non credevo fosse umanamente possibile e finalmente tutto ha preso un senso, tutto è stato chiaro...

La pazienza è quel tempo che serve per far crescere il frutto. È l'inverno che mette tutto a riposo per far sbocciare la vita in primavera. È quella costanza che ci fa proseguire verso un obiettivo. È quella cura continua verso noi stessi e verso chi ci sta accanto. È quell'amore incondizionato che ci lega ai nostri affetti e alla vita. È il percorso verso il nostro traguardo perché è durante il percorso che noi viviamo. È la fiducia che ANDRÀ TUTTO BENE, non perché si è ottimisti o perché si vede sempre il bicchiere mezzo pieno, quello alla lunga è frustrante, ma andrà tutto bene perché ci Impegneremo con costanza dando il meglio di noi. Non è una fiducia cieca, ma consapevole. Consapevole che per strada si potrà cadere, ma che si avrà la forza per rialzarsi, quella fiducia che, malgrado tutto, se si persevera per ciò che emoziona ne varrà sempre la pena, indipendentemente dal risultato. È la consapevolezza che, quando uscirà la nostra parte peggiore e saremmo arrabbiati e frustrati, lo accetteremo perché sarà grazie a questo che troveremo la forza per rialzarci.

La pazienza è l'attesa ed è la resistenza per ciò che vale, per ciò che ci fa battere il cuore, per ciò che ci illumina gli occhi.

La pazienza è la cura della nostra Anima!

a cura di Monica Cagnasso - Terapista Ku Nye e Osteo-Terapia SHR®
T: 339 175 4143