La scelta intuitiva: le manine dei bimbi ci indicano la strada dell’equilibrio

03.03.2018

I bambini vengono a dirci chi siamo, ma aspettano che glielo domandiamo! Ci danno modo di lavorare su noi stessi con l'aiuto di rimedi vibrazionali come Fiori di Bach e Pietre preziose.

Molto spesso mi capita di lavorare con i bambini. Sono i pazienti che vanno trattati con maggiore rispetto perché... non vengono di loro sponte: sono le mamme a trascinarli! E spesso si sente dire che sono piuttosto le madri che dovrebbero curarsi. Ed è vero. Lo dico da terapeuta e da mamma. Preoccupate, dubbiose, piene di sensi di colpa ed inadeguatezza, mandano avanti il pargolo e me lo mettono lì che guardalo te, che non ci capisco niente!

E come capire i più grandi maestri del vivere da cui possiamo solo imparare? 

Magari non parlano ancora o manifestano sintomi che si ripetono o non dormono o non mangiano e con tutto questo ci stanno mettendo in riga e non poco. Noi "grandi", con le nostre certezze, con i nostri "non farò mai" e "sarò sempre", in mutande davanti a loro. Ci manca solo il metterci a strillare con tanto di lacrimoni e, se siamo oneste, facciamo anche quello. Di nascosto. 

Quando ho l'onore di avere dei bimbi nel mio studio, giochiamo. Ci sediamo a terra innanzi alle foto colorate dei Fiori di Bach e ad uno stuolo di Cristalli.

Scegli, dico, quello che ti piace. Uno per te, uno per mamma ed uno per papà.

E le manine rapide danno spettacolo!

Siamo strumenti radioestesici: emettiamo onde, riceviamo onde. Attraverso il gesto intuitivo amplifichiamo queste risposte in modo da renderle visibili. Con i bambini è davvero un divertirsi unico e commovente.

Il fiore ed il cristallo che scelgono per parlare di sé trova sempre le mamme affermare che sentivano questo, ma non sapevano come spiegarlo o entrarci. Quelli che scelgono per papà e mamma trovano i genitori sempre stupiti ed emozionati: mi vede così? Mi sento così! Stavo cercando di nasconderlo perché mi sembrava una debolezza... 

Non possiamo trasmettere ciò che non siamo. C'è poco da fare. Mio figlio ancora non parla, ma sono sicura che se lo facesse, al mio "Dai, stai un po' tranquillo!" risponderebbe "Ehm...mamma...cosa stai dicendo? E sopratutto...perché me lo dici mentre stai facendo diciotto cose e sento la cena che brucia nel forno?"

Ed è così che i bambini ci danno modo di lavorare su noi stessi con l'aiuto di rimedi vibrazionali come Fiori di Bach e Pietre preziose. 

Nessuno sbaglia. Ma la situazione di nuovo equilibrio mette tutti in un nuovo lavoro in cui ci si deve prestare al fine di mantenerlo e di mantenersi in esso in maniera efficace.

Con molta umiltà, allora, e sempre come un gioco, perché è solo giocando che si impara, tutti prenderemo il rimedio che il nostro ometto o la nostra reginetta ha scelto ed andremo a guardare i piccoli grandi cambiamenti del nostro circostante.

Abbiamo dormito meglio? Come è viaggiare con un cristallo in tasca? Ho mangiato in maniera più attenta e consapevole? Ho evitato uno sfogo di rabbia laddove era inopportuno? Mi sono goduto questo sabato sera con pigiama e giochi sparsi ovunque, ma fatto di noi? Mi sono ritagliato/a una mezza giornata per me? 

I bimbi, nel loro totale affidamento, esigono un ruolo portante nel sistema. Non lo acquisiscono semplicemente quando le loro esigenze passano davanti alle nostre. Quello è normale. Dovevamo andare in montagna, il bimbo ha la febbre, non andiamo. E magari con quella rogna interiore che provoca questa santa saggezza popolare...

Questo ruolo ce l'hanno quando ci mettiamo al loro livello e ci disponiamo a lavorare nuovamente sgretolando schemi alzati come muri fin dalla notte dei tempi. Questo posto ce l'hanno quando noi genitori andiamo a riscoprire, senza mai negarla, la nostra personalità attraverso le loro risposte.

I bambini vengono a dirci chi siamo, ma aspettano che glielo domandiamo!

Perché il melo fa le mele. Perché se il terreno è buono la mela è sapida.

Perché il melo è molto ben contento di esser melo e far le mele se ogni giorno, dal nostro cuore, nasce d'incanto un'ode al frutto. 

Dott.ssa Angela Astolfi