Ma chi è il terapeuta olistico?

04.05.2018

Un terapeuta olistico, formato attraverso le discipline che più gli convengono, dunque più manuali, più diagnostiche, più energetiche, deve essere una persona preparata, disposta ad imparare, presente nell'ascolto, mai superba. 

Un tempo chi si occupava dell'Anima si occupava anche del corpo. Pensiamo ai sacerdoti dell'antico Egitto e, nondimeno, alle sacerdotesse. Era così sbagliato? Già Giovenale ci dice "men sana in corpore sano", che il corpo può solo seguire una mente in equilibrio.

L'avvento delle grandi religioni monoteiste rivelate, imponendo la dualità del giudizio ed il concetto di peccato/peccatore/punizione, ha tolto tutta la poesia a questo olismo o, per esser più precisi, lo ha fatto arrosto sui roghi.

Ed ora la medicina, che viva che ci sia, per carità, è però ridotta a mera ricerca dell'infinitamente piccolo: se ho male ad un braccio vado dall'ortopedico, se il mio sangue è malato vado dall'ematologo, se ho un problema endocrino dall'endocrinologo e così via. Se dico al mio oculista che ho un prurito diffuso mi manda svelto dal suo collega dermatologo perché lui non sa! O, meglio, non può esprimersi.

Ma quel braccio, quel sangue, quelle ghiandole, sono dentro una persona, quella pelle la riveste e tutto il sistema viene portato in giro contenendo un'anima che vibra con l'intorno in ogni istante. Ognuno registra quello che vede e sente a modo suo, complici la discendenza familiare, i luoghi frequentati, il tipo di formazione e di lavoro, le predisposizioni...

Così, se non si ha nulla di fisico, unica cosa che sembra contare, si è un po' matti e magari è il medico stesso a dire "mah, vada un po' da uno di quelli lì che fanno robe alternative!". In questo modo la persona, oltre a sentirsi malata, ahimè, si sente anche scema. Wow!

In tutto questo si inserisce il terapeuta olistico, ultima spiaggia per molti.

Si arriva da questa figura misteriosa con l'idea che sia un mago, uno stregone. Lui sa cose che gli altri non sanno. Spesso, in studio, dopo la visita iridologica, dalla quale si vede "tutto", le persone, dopo un iniziale "ma come fa a saperlo che non glielo ho detto!", mi chiedono se faccio anche le carte e predico il futuro... Mi è anche capitato di sentirmi chiedere se vedevo Dio e gli parlavo perché solo con l'intervento divino era possibile vedere e dire ciò che avevo detto.

Sono rimasta un po' così. Sono polemica e molto attaccata alle cose che amo. Sono una che lavora per ricercare sempre il meglio. Sono una terra terra. E questo proprio mi ha dato fastidio. Ma tant'è. Ad oggi, sui visi di chi vedo star pensando queste cose senza osare proferir verbo, anticipo dicendo: "si studiano queste discipline! C'è molto lavoro dietro. Ci vuole grandissima umiltà! Si devono tirare fuori cose che siano utili per la crescita sia del terapeuta che del paziente e non siamo qui per fare gli splendidi!".

Rimangono.

Un terapeuta olistico, formato attraverso le discipline che più gli convengono, dunque più manuali, più diagnostiche, più energetiche, deve essere una persona preparata, disposta ad imparare, presente nell'ascolto, mai superba. Uno che non si mette davanti al medico che ha prescritto delle cose o consigliato degli esami specifici. Ma qualcuno che supporta mettendo la persona al centro della sua storia. Sempre.

Se crediamo che tutto venga dall'esterno e che se lo specialista non ha risolto, allora lo farà il mago, siamo sulla strada sbagliata, su un sentiero non funzionale che gira su sé stesso senza portarci a meta alcuna.

Il terapeuta olistico è uno che possiamo scegliere, è un punto di riferimento, ma non certo un tutore. Qualcuno che saprà dirci le cose che già sappiamo sotto un altro punto di vista dandoci imbeccate di verità che ci erano sfuggite poiché in noi sono radicati da millenni schemi molto rigidi in cui tutti incaselliamo gli eventi quasi senza più accorgercene. E da questo dobbiamo uscire. Non è negando di aver visto qualcosa, che non lo avrò visto. Non è facendo finta che sia cosa da poco che quel contenuto mi abbandona.

Allora, lo studio del terapeuta olistico è quel luogo di autenticità dove posso esprimere quello che all'interno del tubo di una risonanza magnetica non mi è consentito dire. Un posto in cui la mia mente viene accompagnata a vedere in modo nuovo e che mi serve per andare avanti vivendo e non lasciandomi vivere.

Il terapeuta olistico, che sicuramente avrà dei talenti e delle predisposizioni, è però qualcuno, in accordo con le ancora, indubbiamente nebulose, leggi vigenti, formato con tanto di attestati e riconoscimenti, da Scuole certificate. Che ha portato a termine i suoi studi e che riconosce che essi sono ancora infiniti poiché, ogni volta che si trova davanti a qualcuno, è di fronte ad un universo da accogliere, ad un giardino sacro in cui camminare in punta di piedi.

Chi abusa di questa professione, scredita tutta la categoria. Abbiamo una grande, grandissima responsabilità. Viviamo in un presente in cui le persone sono stufe di prendere "la pastiglia tutta la vita" e via. Ci domandano, desiderano conoscere, hanno paura. Capite quanto delicato sia tutto questo?

Noi che abbiamo scelto questa strada, davvero testa bassa a lavorare! Umiltà, regole, studio, formazione, curiosità, attenzione, onestà intellettuale. Sempre.

Se ognuno fa la sua piccola parte, si può andare avanti. Sono comunque le tante gocce a fare il mare.

Dott.ssa Angela Astolfi