Marianne: Libertà che guida il popolo

25.08.2020

Libertà. 

Una piccola parola così carica di significato da aver guidato la storia dell'umanità dalla notte dei tempi.
Quando ci penso, la mia mente vede una donna bellissima che si erge, determinata, su un letto di morti.
Lei è Marianne, la personificazione della libertà che guida il popolo francese nel 1830 a lottare contro le decisioni del monarca Carlo X, che miravano a accentrare ancora di più nelle sue mani tutto il potere.
L'autore di quest'opera intitolata proprio "Libertà che guida il popolo" è Eugene Delacroix, uno dei miei artisti preferiti di quel famoso romanticismo che si snodava tra desideri di liberazione dai regimi assolutisti e malinconiche riflessioni personali sul senso della vita, sull'amore e sulla grandiosità della natura che ci circonda. 

Marianne è certamente un'allegoria utilizzata per portare un messaggio politico, ma personalmente non ho certo la pretesa di intavolare un discorso su che cosa sia la libertà da regimi oppressori e crudeli perché cadrei in ovvietà e banalità recuperate tra un testo di storia e l'altro che nella mia vita ( quella di prima ) mi sono ritrovata a studiare. 

La mia Marianne è dentro di me. 
La mia Marianne guida il popolo delle mie speranze ergendosi sul letto di morti delle mie delusioni.
Tutti quanti vogliamo nelle nostre vite essere liberi, inseguire i nostri sogni, credere che ci sarà sempre di meglio e lottiamo per raggiungere questo tipo di libertà.
Ma ora mi chiedo: che cosa significa davvero per me lottare per la libertà?
Sono consapevole della responsabilità che deriva dall'essere veramente libera?
Esatto, perché questa cosa dell'esseri liberi implica l'essere capaci a gestirla poi, la vita. 

Così come per il popolo francese liberarsi da un regime assolutista o oligarchico implicava dover metter in piedi un governo alternativo, capace di dar voce al popolo oppresso, ottenere la libertà dai condizionamenti che molte volte governano la nostra storia, significa, credo, avere il coraggio di scegliere che cosa ne vogliamo fare noi della nostra storia.
Non sempre facile vero? Almeno per me, direi molto difficile. 

" Tutti vogliamo essere liberi da, ma nel momento esatto in cui lo diventiamo siamo tenuti a scegliere di. E scegliere qualcuno o qualcosa significa, sempre per logica necessità, rinunciare a qualcun altro o qualcos'altro" scrive così Andrea Marcolongo nel suo libro Alla fonte delle parole.
Che essere liberi significhi forse avere coraggio di prendere in mano la nostra bandiera, anche con vestiti sgualciti e capelli spettinati, per ripartire ogni volta verso una nuova scelta, senza paura di quello di succederà perché, fin che siamo in vita, dentro di noi saremo liberi di cambiare idea di nuovo e di scegliere una nuova meta?
Che essere liberi significhi darsi l'opportunità di provare, senza essere giudici di noi stessi in ogni istante?
Che significhi cioè volersi bene ed amarsi per quello che siamo e non per cosa facciamo? 

Io questa risposta non la so, ma so che mentre le scrivo, queste parole mi aprono il cuore, curiosa di vedere dove mi porterà la mia prossima scelta.

Paola Tosco Erborista -Naturopata 
T: 338 105 6768