Ordini dell'Aiuto

23.04.2020

Aiutare è un'arte,e come tale si può acquisire ed esercitare. È un sentimento umano diffuso, e ora più che mai attuale.

I brevi testi che ti proponiamo, a cura di Sara Savini, liberamente tratti da "Gli ordini dell'aiuto di Bert Hellinger", ci permettono e ci stimolano a fare delle riflessioni differenti su questo grande tema, partendo da come sia essenziale aiutare veramente se stessi prima di poter guardare "fuori".

Di seguito le riflessioni di Bert Hellinger, psicoterapeuta, psicanalista e teologo, che nel suo libro "Gli ordini dell'aiuto", rappresenta con un nuovo punto di vista (derivante dai suoi oltre 60 anni di esperienza) un'autentica rivoluzione di pensiero, un atto di profonda, intelligente e geniale umiltà, sul tema dell'aiuto e del servizio all'altro, cominciando con l'osservare quanto sia fondamentale essere pronti a ricevere e a dare ciò che realmente possiamo trattenere e condividere.


Aiutare come compensazione

"Noi uomini dipendiamo dell'aiuto degli altri. Solo così possiamo svilupparci.
Allo stesso tempo siamo anche predisposti ad aiutare gli altri.
Chi non è necessario gli altri, chi non può aiutare, diventa spesso solitario e intristisce. Aiutare non serve dunque solo agli altri, ma anche a noi stessi. L'aiuto è generalmente reciproco, come ad esempio fra i partners. Viene regolato dal bisogno di compensazione. Chi ha ricevuto dagli altri ciò che desidera e di cui ha bisogno,vuole dare qualcosa e quindi compensare l'aiuto ricevuto.

Spesso la possibilità di compensare restituendo sono limitate,come ad esempio nei confronti dei genitori. Ciò che ci hanno donato è troppo grande per poterlo compensare dando a nostra volta. Quindi l'unica cosa che ci resta da fare è accettare ciò che ci viene donato ed esprimere un ringraziamento che viene dal cuore. La compensazione, dando a nostra volta, e la conseguente liberazione sono possibili in questo caso solo trasmettendo ad altri, ad esempio i figli, ciò che abbiamo ricevuto.

Dare e prendere avvengono dunque a due livelli. Fra pari si mantiene sullo stesso livello e richiede reciprocità. Nell'altro caso, fra genitori e figli, esiste un dislivello. Dare e prendere sono dunque un flusso che porta avanti ciò che ha in sé. Questo modo di dare e prendere è più grande. Tiene conto di ciò che viene dopo. Questo tipo di aiuto accresce l'importanza del dono. Colui che aiuta viene trascinato e legato in qualcosa di più grande, ricco e duraturo.

Questo modo di aiutare presuppone che abbiamo prima ricevuto e accettato. Solo così sentiamo l'esigenza e la forza di aiutare gli altri, soprattutto se tale aiuto richiede un grande sforzo. Allo stesso tempo, presuppone che coloro che desideriamo aiutare, abbiano bisogno e desiderino ricevere ciò che siamo in grado di donare. Altrimenti il nostro aiuto finisce nel vuoto. Divide invece di unire.