Una Tisana con Paola

31.03.2020

Camellia sinensis. Queste due dolci parole racchiudono al loro interno antiche tradizioni, viaggi in paesi esotici, rituali sacri e riti di ogni giorno che, a raccontarne anche solo qualcuno, potremmo impiegarci qualche settimana. Esatto, perché queste parole sono il nome botanico della pianta del Tè. Genere Camellia, specie sinensis,

Ho pensato di raccontarvi qualcosa su questa meravigliosa bevanda perché la considero un po' il mio conforto quotidiano.
E di questi tempi ne abbiamo bisogno, di conforto e anche di Tè.

Le sue origini pare siano antichissime. Un mitico imperatore cinese, Shen Nong, ne descrisse le proprietà benefiche già nel 2700 a.C. nel suo trattato di medicina tradizionale. In seguito l'infuso delle foglie di Tè si diffuse in molti paesi asiatici ad opera di monaci buddisti zen, arrivando così anche in Giappone. In Europa furono gli olandesi a importarla per primi intorno al 1600 d.C. e da lì si diffuse in tutto il continente, soprattutto per le sue importanti doti come pianta medicinale.

Ma in realtà l'aneddoto che più amo è quello che racconta come nacque il rituale del Tè delle cinque in Inghilterra. La leggenda narra che nel '800 nel regno vi fosse l'usanza di mangiare solamente due volte al giorno, a colazione e a cena. Ma Anna Russel, settima Duchessa di Bedford e cara amica della Regina Vittoria, un giorno, vinta dalla fame che le rendeva difficile arrivare fino all'ora di cena, ordinò che le fosse portato intorno alle 17 uno spuntino leggero: una tazza di Tè e alcuni dolcetti. Questa trovata le fu di molto sollievo e così decise di farla diventare una buona abitudine. Durante l'estate, nella sua residenza a Woburn Abbey, iniziò a condividere questa novità con le amiche, che apprezzarono cosi tanto l'idea che anche una volta tornate in città dopo le vacanze non mancarono mai al loro appuntamento quotidiano con il "Tè delle cinque". Queste nuove riunioni iniziarono a diffondersi in tutti i salotti dell'alta società londinese. Ovviamente a questo punto anche la regina Vittoria iniziò ad organizzare i così detti Afternoon Tea, e da quel momento diventarono a tutti gli effetti eventi di gala, a cui bisognava partecipare vestiti di tutto punto. I proletari, che non potevano certamente essere ammessi a tali salotti, non tardarono però a crearsi una tradizione tutta loro: iniziarono a consumare questa bevanda ad un'ora più tarda, accompagnata da cibi più sostanziosi che spesso sostituivano la cena.

A qualsiasi ora si decida di bere una tazza di Tè sono due le cose che di questo racconto più mi colpiscono: la bellezza del rituale e la forza che ne deriva dalla condivisione con gli amici.

Sul dizionario, la parola "rito" s. m. [dal lat. ritus -us, affine al gr. ἀριϑμός «numero» e al sanscr. ṛtá- «misurato» e come s. neutro «ordine stabilito dagli dèi»]". " In senso non religioso. prescrizione, cerimonia, usanza in genere."1

Uno dei principali studiosi del rito, Ernesto De Martino, antropologo e storico italiano del '900, sostiene che il rito aiuti l'uomo a sopportare una crisi, affidandosi a gesti che per lui hanno significato salvifico.

Ed è proprio questo che intendo quando affermo che il Tè è un po' il mio conforto. Per me è diventata una cerimonia giornaliera.
Rappresenta quei dieci minuti in cui metto da parte ogni cosa e mi affido alla vita. Anche nelle giornate più nere, anche quando tutto va storto, il suo caldo sapore, un po' amaro ma anche forte e deciso (che rimanda un po' alla vita di questi tempi non trovate?) mi consola e mi ricorda che la natura riesce a farci regali meravigliosi, quando noi le diamo il permesso di farlo.

In questi giorni di solitudine, poi, ho pensato tante volte con la mia tazza in mano a come sarebbe bello condividere questa cerimonia con le mie amiche più care. Non mancherò di certo, appena potrò, di rinforzare il mio rito regalando anche a loro un po' di conforto. E' una promessa.

Non vi resta che scegliere quale tra le tante tipologie di Tè volete far diventare il vostro rito. Potete scegliere tra il Tè verde, con foglie non fermentate, che ha un alto potere antiossidante e un sapore leggermente più amaro, il Tè nero, che subisce un processo di fermentazione attraverso il quale assume il tipico colore scuro, e che ha un gusto forse più semplice anche per palati meno abituati a questa bevanda. E poi c'è il Tè bianco, sublime, ricavato dai primi germogli raccolti e per nulla trattati. Il suo sapore è delicatissimo. Non mi addentro in tutta la schiera dei Tè aromatizzati, perché si aprono mille possibilità, magari la prossima volta vi racconto del mio preferito, che è il Tè verde al Gelsomino.

Per finire è necessario che vi faccia alcune raccomandazioni. Come è noto il Tè contiene caffeina, dunque non bevetelo alla sera se siete sensibili a tale sostanza che ha azione tonica ed eccitante per il sistema nervoso. Le foglie del Tè verde contengono vitamina K che può interagire con i farmaci anticoagulanti e diminuirne l'effetto se consumate abitualmente. È importante dunque che le persone che seguono una terapia con questi farmaci ne consumino quantità limitate. Il Tè nero invece contiene una certa quantità di ossalati. Dunque chi è soggetto a calcolosi renale non dovrebbe abusare di questo tipo di bevanda.

Buon rito a tutti. Alla prossima tisana.

Paola Tosco - Erborista e Naturopata
T: 338 105 6768
 

Come preparare una buona tazza di Tè:

Un cucchiaino da caffè di foglie di Camellia sinensis ( di qualsiasi tipo) in 200 ml di acqua a temperatura di ebollizione. Lasciare in infusione coperta per 3-4 minuti. Filtrare e bere comodamente in poltrona.
Per addolcire la bevanda si può utilizzare un cucchiaino di miele, anche se il mio consiglio rimane quello di non dolcificare in alcun modo, per godere a pieno del sapore originale.
Il tempo di infusione può essere aumentato se si vuole ottenere una bevanda maggiormente astringente e con più caffeina. La bevanda però sarò maggiormente allappante, perché si estraggono più tannini, che danno questa sensazione al palato.

1 Treccani _ vocabolario online