Una tisana con Paola

14.04.2020

Un mese di lockdown, un mese di isolamento, un mese senza uscire di casa se non per passeggiare in giardino (che fortuna averne uno!) e andare a fare la spesa a 100 mt dal cancello. Fatico a scrivere in questi giorni, perché vorrei scrivere di cose felici ma le sensazioni dentro sono talvolta così opprimenti che quello che esce dalla mia mente e si trasmette alle mie mani porta il peso di questi giorni.

Stamattina però mentre mi guardavo allo specchio e affrontavo i miei capelli afflosciati (sono ricci e spettinati di natura ma in questi giorni nemmeno loro riescono a essere come sempre!!), la mia pelle spenta, i miei occhi stanchi nonostante le ore di sonno, ecco, mentre osservavo una me un po' sopraffatta dagli eventi, mi son detta: "Paola, è giunto il momento di riscuotersi da questo torpore!!".

Quindi ho deciso di condividere con voi il mio "piano di rinascita", proprio come i fiori del mio prato, che dopo mesi di attesa sono sbocciati, da oggi mi preparo alla ripartenza.

Una delle mie convinzioni più profonde, che da molti anni caratterizza il mio movimento nel mondo, è che nulla di ciò che avviene fuori da me può davvero decidere della mia vita e del mio modo di sentire.
Se qualcosa va storto, se qualcuno mi ferisce e se un mio sogno si infrange provo sempre a guardarmi dentro, a fare tesoro di quella esperienza e ad utilizzare le sensazioni che avverto per comprendere meglio chi sono veramente per scovare quali sono le qualità che posseggo e che ancora non ho messo in campo per essere felice davvero. Non è sempre facile, anzi non lo è quasi mai, ma è l'unica via che conosco per crescere e migliorare ogni giorno.

Da questo presupposto riparto: se tutto questo funziona per la mia anima e il mio spirito, allora funzionerà sicuramente anche per il mio corpo (dicevano, o no, i latini: "mens sana in corpore sano"? ).
Se oggi gli eventi esterni mi costringono a casa in tuta e vogliono spegnere la mia pelle e i miei capelli, che sono poi il modo in cui io mi presento al mondo, e quindi vogliono spegnere anche un po' me, non sarà che ricominciando da dentro e provando a donare ai miei organi interni ciò di cui hanno bisogno da sempre in primavera, allora magari anche il mio involucro potrà vivere finalmente questa meravigliosa stagione? Anche in casa, perché no.

E da dove parte un'erborista alla ricerca di una rinascita?
Da una bella e buona tisana. Ovviamente.

Per prima cosa dunque ho pensato che mi ci vuole una bella pulizia. Così come in primavera siamo soliti pulire la casa da cima a fondo, anche l'organismo in questo periodo ha bisogno di liberarsi dei pesanti fardelli dell'inverno. Mi piace pensare che se libero il mio corpo dalle tossine (che ad un livello più elevato corrispondono poi alle emozioni tossiche che mi tolgono energia) allora faccio spazio. Questo spazio così potrà essere riempito da leggerezza, sole ed estate, in tutti i sensi.

La pianta che ho scelto è, in realtà, un fiorellino giallo, che in questo periodo inonda i nostri campi, i nostri prati e il bordo delle nostre strade: il tarassaco.

Taraxacum officinale in gergo botanico, questa piccola meraviglia della natura mi piaceva già da piccina quando passavo ore divertenti a soffiare sui suoi semi ricoperti di quello che io pensavo essere cotone e che, con mia grande delusione, ho poi scoperto chiamarsi "pappo con peli bianchi" durante il corso di botanica. A loro affidavo i miei desideri più segreti, sicura che il vento li avrebbe portati a destinazione. Oggi so che, anche se non può forse esaudire i miei desideri, questa erbetta può aiutarmi tantissimo.

Depurativa del fegato, stimolante della produzione della bile e diuretica, è proprio quello che ci vuole per rimettere in moto il corpo in questa stagione. L'infuso si realizza con le radici essiccate che si immergono in acqua e si fanno bollire per una decina di minuti. Tale metodo di preparazione è quello che comunemente si chiama decotto. L'unico inconveniente di tutto questo è che come tutte le cose che fanno bene, questo decotto non è proprio una delizia. Il gusto amaro della radice di tarassaco non è amato da tutti, anzi forse quasi da nessuno e nemmeno da me. Ma visto che per ogni problema si può trovare una soluzione, la via più semplice è quella di unirvi delle foglie di Rosmarino e di Menta. Anche queste due piante hanno un'azione sul fegato e sostengono la digestione donando all'infuso un gradevole aroma e un sapore bilanciato, che si può sempre e comunque correggere ancora con un bel cucchiaino di miele, magari proprio di tarassaco.

Come sempre arriva il momento delle raccomandazioni: non dimentichiamoci mai di bere acqua pura, alternandola all'infuso. Avendo proprietà drenanti, non è consigliabile assumerlo di sera, perché potrebbe disturbare il sonno con il suo effetto diuretico. Inoltre, se per caso soffrite di problemi epatici, allora assumete questa tisana con molta cautela, perché non è bene stimolare eccessivamente cellule epatiche sofferenti.

Se anche voi sentite il desiderio di prepararvi per bene a quella che è la vita là fuori che ci aspetta, perché ci aspetta ne sono sicura, come sempre buona tisana!!

 Ricetta per il decotto/tisana:
Taraxacum officinale ( radici) 50 gr
In 200 ml di acqua versare un cucchiaino di radici essiccate. Bollire per 10 minuti e lasciare riposare per altri 5 minuti e poi filtrare. 
Nel decotto filtrato e a temperatura di ebollizione ( se è necessario riscaldare ) versare un cucchiaino della seguente miscela:
Per 50 gr:
Mentha piperita (foglie) 20 gr 
Rosmarinus officinalis (foglie) 30 gr
Lasciare il tutto in infusione per altri 5-8 minuti ( tutto sempre coperto), filtrare. 
Per un effetto visibile è consigliabile berne due tazze al giorno dopo i pasti per circa 21 giorni.  

Paola Tosco - Erborista e Naturopata
T: 338 105 6768